Un meraviglioso viaggio attraverso i vapori e i vulcani nei distretti di Rotorua e Taupo

18. 01. 01
posted by: Licia
Creato: 23 Dicembre 2017
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Questa volta davvero ci siamo superati! Di fatti, una volta terminato il nostro cammino sulla East Coast, ci siamo indirizzati verso il centro dell’isola nord, verso la cittá di Rotorua, dove ovunque, sia in cittá sia nei dintorni, è possibile trovare i vapori e il classico odor di zolfo provenienti dal sottosuolo.

Eh giá proprio di odor di zolfo vi parlo, in quanto questa zona, esattamente a partire dal lago Taupo e l’adiacente parco nazionale del Tongariro (piú a sud) procedendo verso nord, attraversando Rotorua, fino a raggiungere l’isola di White (eh giá che canzone quella dei Dik Dik!!) - che ancora non abbiamo esplorato-, pare sia la piú alta area sismica dell’intera Nuova Zelanda. Essa si trova infatti sulla frattura vulcanica che si estende in quest’ampia area e i vapori che provengono dal terreno sono testimoni che sotto la superficie ferve ancora una minacciosa attivitá.

Geologia a parte, in queste infinite terre l’anima che risiede è maori e lo puoi avvertire ad ogni angolo del paese. Talvolta incroci i loro volti - con tratti ineguagliabili -, talvolta i Marae (le case destinate ai loro incontri), poi le scuole maori,o addirittura puoi sederti con loro ad assaggiare un buon piatto di hangi (cibo cotto per svariate ore sotto terra grazie ai vapori solfurei e composto prevalentemente da carne, kumara dolce e altre verdure).

In particolare la vera “anima” maori, sebbene oggi sia per lo piú un aspetto ricreato per i numerosi turisti,  siamo riusciti a viverla in un piccolo villaggio poco piú a sud di Rotorua: Whakarewarewa (pronunciato: facareuareua).

Qui davvero è stato come esser proiettati nel passato, dove tutto era gestito dalle famiglie della tribú, dove il bagno si faceva nell’acqua calda naturale di queste terre tutti insieme,

dove sempre insieme si cucinava,

dove sempre insieme si discuteva, si facevano feste e si celebravano i funerali, dove tutto insomma risplendeva alla luce del sole. Ed é qui che abbiamo potuto assaggiare l’hangi e partecipare ad una haka, la danza maori resa celebre dal gruppo piú famoso al mondo di rugby, gli All Blacks, perché danzata e cantata all’inizio di ogni partita. Eh beh, come si dice dalle nostre parti: “tanta roba”.

 

Ma il bello non è finito qui: innanzitutto perché tra uno stop e l’altro abbiamo scoperto l’esistenza di cascate meravigliose, laghi assolati, geyser e hot pools naturali. (Queste pozze naturali sono generate dai vapori solfurei sotterranei che riscaldano le acque in superficie e possono raggiungere i 60 gradi centigradi di temperatura.),

 

ma….soprattutto perché abbiamo deciso di fare la traversata del Tongariro Crossing.

Questa escursione di una giornata, lunga ben 22 km, ci ha fatto palpitare il cuore a mille. Essa infatti si snoda attraverso i vulcani piú impressionanti della nuova Zelanda e in particolare ti permette di camminare sul bordo del Tongariro, alto ben 1978 metri e la cui ultima eruzione è avvenuta solo il 21 novembre 2012. Ci sembrava di essere in cima al mondo da lassú, dove crateri ci circondavano, lava ormai sedimentata ci guardava come se fosse ancora in attivitá e laghi color smeraldo regalavano attimi di pura luce e magia. A ripensare a quei momenti mi scendono le lacrime: come puó qualcosa esser tanto affascinante e tanto spaventoso allo stesso tempo? Non ho parole per descriverlo, so solo che il vulcano e ció che le sue eruzioni ci hanno lasciato, sono qualcosa di inimmaginabile e che sará difficile eguagliare.

Buona visione!

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